L’inizio del cammino

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“Qualunque cosa accada, la vita va avanti.”

Siamo nell’outback australiano, siamo in una ricca città australiana; sentiamo un didgeridoo in sottofondo, ma anche il segnale distorto di una radio, il traffico dell’ora di punta, gli esercizi di fonetica in una classe femminile. Tutto si confonde e si mischia, tutto è interferenza.

“Fate il vostro gioco” dice una voce in francese, e il gioco delle vite continua come sempre, perso nella routine ufficio-casa, scuola-casa, nella cornice di una vita borghese. Un papà, un giovane fratello e una sorella adolescente; una mamma, anche lei in sottofondo.

Ma in un giorno qualunque qualcosa sconvolge la routine e i due fratelli si ritrovano persi nell’outback, senza acqua né cibo, senza gli strumenti per sopravvivere in un ambiente per loro ostile; la sorella cerca di accudire il fratellino, cerca di proteggerlo e di nutrirlo.

Il loro cammino verso una sperata salvezza incrocia però quello di un giovane aborigeno; per lui è il cammino verso l’età adulta, il walkabout, il rito di passaggio, il momento della vita in cui la tradizione vuole che si lasci tutto per imparare a vivere autonomamente delle risorse che madre terra concede, facendo affidamento solo sulle proprie forze. E lui lo fa, provvede per se stesso e per i due giovani fratelli dispersi.

I tre ragazzi vivono nella stessa terra, ma in due mondi separati, due mondi troppo diversi e lontani; non si possono parlare, ma si capiscono. Se il fratellino, ancora libero, nell’età dell’innocenza che non ha bisogno di canoni definiti per connettersi con la natura, riesce a comunicare verbalmente in qualche modo con l’aborigeno, la sorella instaura con lui un feeling emotivo, i due estranei condividono l’adolescenza, età della passione e della vulnerabilità.

Ma un mondo ne schiaccia un altro e schiaccia le vite delle persone che vi si sottomettono.

Con uno scarto generazionale, arriviamo alla fine con la scena iniziale; nel mezzo, la scoperta della vita e la rinuncia a essa.

Ossessionante, crudo, malinconico, potente, L’inizio del Cammino ci parla del rito di passaggio di tutti noi, di quanto l’ambiente in cui viviamo interferisca sulle nostre scelte, dell’impossibilità di comunicare o della difficoltà di comunicare in seguito alla corruzione che deriva dal crescere e diventare adulti in una società che non segue le regole della natura; ma anche del mistero della comunicazione, della magia che si può creare in situazioni  non condizionate da interferenze sociali.


L’inizio del cammino (Walkabout) – Australia, Gran Bretagna, 1971
regia di Nicolas Roeg


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