L’uomo che cadde sulla Terra

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“Io non sono uno scienziato, ma so che tutto inizia e finisce nell’eternità”.

Il quadro raffigurato nel libro che il professor Nathan Brice riceve in regalo dal figlio per il suo compleanno; è‘ la “Caduta di Icaro” di Pieter Bruegel Il Vecchio.

Icaro. Thomas Newton.

E’ un essere strano Newton, leggero, etereo, impossibilitato a provare odio.

Come nel dipinto di Bruegel, dove tutto resta immobile, calmo e indifferente, il paesaggio, il cielo, le attività umane; tutto resta immobile nonostante si stia verificando un evento straordinario, un uomo è caduto dal cielo e sta annegando. Così è per Newton. Nulla si modifica intorno a lui, la macchina da guerra umana è implacabilmente in moto secondo logiche e prassi che sembrano assodate e perfettamente normali; è a lui, in balia di queste prassi, che sta succedendo qualcosa di extra ordinario e terribile.

Icaro annega nell’indifferenza di tutti. Un uomo passeggia solitario in prossimità di una casa su un lago in un altro dipinto, anonimo, appeso alla parete di un’anonima camera d’hotel al confine con il New Mexico. Due dipinti per un destino.

Newton ha un compito da portare a termine, per farlo mette in atto il suo piano e diventa ricchissimo; passano i mesi, gli anni, ci sono persone che lavorano per lui, c’è una donna che lo ama.

Ma forse nulla si può contro gli esseri umani, gli stessi capaci di corrompere i loro corpi e le loro esistenze abdicando alla preziosa fonte di vita a loro disposizione in favore di ben altri “nutrimenti”. Newton come Icaro si è avvicinato a una forza per lui insopportabile.

Basato sull’omonimo romanzo di Walter Tevis del 1963 L’uomo che Cadde sulla Terra è un film disarmante; poesia dell’”essere” che potrebbe essere, brutalità di ciò che la “civiltà” può rappresentare, storia d’amore senza tempo.

E Thomas Newton è il te stesso alieno che vorresti aiutare a non cedere, a non lasciarsi corrompere; è il te stesso cui vorresti poter ridare la libertà, cui vorresti ridare gli occhi, gli occhi con cui vedeva la terra prima di incontrare i terrestri. E’ il te stesso impotente, che non può aiutare né aiutarsi.


L’uomo che Cadde sulla Terra (The Man Who Fell to Earth) – Gran Bretagna, 1976
regia di Nicolas Roeg


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