The Look Of Silence

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“Questo è un capolavoro. E’ qualcosa di spettacolare che mi ha commosso; è come guardare i tuoi figli nascere. L’ho amato. Possiede una dignità che va oltre le parole”. (Tim Roth)

Impossibile non fare riferimento al precedente documentario del regista Joshua Oppenheimer; The Act Of Killing (2013) metteva letteralmente in scena le atrocità commesse dai responsabili, tutt’ora impuniti, del genocidio avvenuto in Indonesia nel 1965 e diventava l’occasione per i protagonisti di confrontarsi con i mostri seppelliti dentro di loro, e l’opportunità per un paese e per il mondo per riflettere sulla propria storia e sullo stato delle cose.

Ma dopo cosa succede? Cosa succede a chi sopravvive? O a chi non ha vissuto il genocidio, ma è nato per colmare una mancanza, crescendo in un clima di omertà e terrore? Come ha vissuto e come vive Adi, nato per riempire il vuoto lasciato dal fratello mai conosciuto, assassinato sotto gli occhi di tutto il villaggio. Tutti hanno visto. Tutti sanno. Nessuno è responsabile.

Nel suo processo di guarigione Adi si confronta con gli assassini del fratello. Li guarda, li ascolta, cerca di capire; fa domande che come le sue lenti da optometrista possano aiutare a mettere a fuoco la verità, la coscienza, la storia. E mentre assiste, e noi con lui, alla mistificazione degli avvenimenti e al ribaltamento della storia, come in un mondo parallelo permeato da una moralità “al contrario”, resta impassibile, e ancora, noi con lui.

Ma la speranza è che ogni piccolo passo, ogni sofferenza, possa portare alla redenzione e alla pace.

Legato a The Act of Killing, ma indipendente nel farci percepire la storia dal punto di vista delle vittime, The Look of Silence condivide con il precedente il senso visivo e la modalità per cui, pur non vedendo nessuna atrocità, riusciamo a vederle tutte chiaramente.

Con stile allo stesso tempo delicato e violento, Oppenheimer documenta la storia, le vite che non pensi possano essere reali e si rivelano essere ancora più reali e sconvolgenti.

E’ vero che non ci sono parole “giuste” per esprimere le immagini di questo documentario. E’ lento, ossessivo, silenzioso. Silenziosamente drammatico, come drammatico è il silenzio che circonda tutt’ora le popolazioni dei villaggi. Silenziosamente potente. Necessario.


The Look Of Silence – Danimarca, Finlandia, Indonesia, Norvegia, Gran Bretagna, 2014
regia di Joshua Oppenheimer


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