Louisiana (The Other Side)

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“Coloro che si sentono inutili sono tutto per me, coloro che non si sentono amati e che hanno perduto persone care non saranno dimenticati…”.

In questa lettera che l’anziano Jim riceve da una bambina c’è tutta la speranza di alcuni dei protagonisti del film documentario “Louisiana – The Other Side”.

In una delle nazioni considerate più ricche al mondo, in una terra di confine nel nord della Louisiana, zona rurale dove predominano povertà, disoccupazione e droga, una comunità sopravvive e, nonostante tutto, spera.

Mark, collante di una famiglia allo sbando cui, a suo modo, cerca di provvedere; progetta di scontare i mesi di carcere che gli spettano per avere la possibilità di ricominciare in un posto dove non sia la droga a scandire le sue giornate.

Jim e i suoi amici, veterani che “hanno già fatto la loro parte” per il Paese, sperano in un presidente donna, che si occupi dei problemi e delle vite degli abitanti della comunità.

Gruppi paramilitari, ex combattenti ancora in guerra con il mondo, che si preparano al giorno in cui ci sarà la rivoluzione, quando saranno chiamati a difendere le loro famiglie.

E poi, future madri apparentemente senza possibilità di redenzione; madri apparentemente senza una coscienza; bambini apparentemente senza prospettive di un futuro diverso.

Filo conduttore, la consapevolezza di un sogno forse mai esistito, quello di un’America “per tutti” grazie all’elezione del primo presidente afroamericano. Obama è qui oltremodo messo in discussione, con le parole e con i proiettili.

Roberto Minervini, guadagnandosi la fiducia dei suoi non attori (perché di finzione qui sembra non essercene), ci porta in una terra che potrebbe essere una delle tante zone rurali, povere e popolate di disadattati, che tanto piacciono alla propaganda militare per arruolare soldati, persone che di fatto non hanno prospettiva migliore se non quella di servire il proprio paese.

La contraddizione che si innesca tra l’essere bacino di reclutamento per i corpi militari e inevitabilmente in seguito patria di veterani, disillusi e disoccupati, ma pur sempre  fieri patrioti, pare essere un ciclo senza fine di morte e rassegnazione.

Nel raccontarci questa parte d’America attraverso lo sguardo mai invasivo, ma partecipativo, su Mark e la comunità di riferimento e attraverso lo sguardo più distaccato sulle attività dei gruppi paramilitari, con “Louisiana” Minervini porta alla luce le contraddizioni di un paese e di un sistema, firmando un film documentario duro, politico se non nelle intenzioni sicuramente nel risultato.


Louisiana (The Other Side) – Italia, Francia, 2015
regia di Roberto Minervini


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