Gigolò per caso

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Anche se di fatto “per caso” o per necessità, Fioravante è, come da titolo originale, un gigolò “fading”, come “quelle donne che devono essere guardate, altrimenti si spengono”.

Fioravante, fioraio part-time, all’occorrenza idraulico e tuttofare, lavora anche nella libreria dell’amico Murray, che però sta per chiudere. Per far fronte alla crisi di lavoro Murray propone a Fioravante di formare con lui una società e di cimentarsi nel mestiere più antico del mondo. La strana coppia Murray – Fioravante si ribattezza così Dan Bongo – Virgil a beneficio del “mestiere”.

La delicatezza e la destrezza con cui Fioravante crea i suoi componimenti floreali sono anche le armi inconsapevoli del successo di Virgil con le donne che si rivolgono a lui per colmare i vuoti di solitudine.

In una New York multietnica e dai bellissimi colori autunnali, a ritmo di jazz, tra il variopinto ménage familiare di Murray e la rigida condotta della comunità ebraica ortodossa cui la gentile e silenziosa Avigal, giovane vedova di un rabbino, appartiene, seguiamo l’evolversi del bizzarro business, che proprio l’arrivo di Avigal porterà su strade inaspettate.

Delicata e sofisticata commedia sentimentale, pervasa da una indefinibile saudade; la percepiamo sin dalle prime immagini di apertura, girate come se fossero un filmino familiare; la troviamo nella pudica e garbata sfrontatezza di Virgil, e nella timida e allo stesso tempo potente sinergia che vediamo nascere tra due persone che si trovano, a dispetto delle differenze e delle rigidità emotive cui entrambe sono costrette per motivi diversi.

Pur essendo un film “con” Woody Allen e non “di” Woody Allen, il suo tocco tipico si percepisce a diversi livelli, come se si fosse compiuta una contaminazione con i gusti del regista. John Turturro però non rinuncia e anzi rivendica le sue origini italiane, inserendo molti elementi nella narrazione e affidando, come già successo per il film musicale Passione (2010), due ruoli chiave, montaggio e fotografia, a professionisti italiani. Nello specifico è proprio al direttore della fotografia Marco Pontecorvo, suo amico da anni, che il regista si è ispirato per il personaggio di Fioravante, un “uomo d’altri tempi” (cit. John Turturro).

E forse, come già nel precedente Romance & Cigarettes (2005), non è mai tardi per concedere una possibilità alla possibilità dell’amore.


Gigolò per caso (Fading Gigolo) – Stati Uniti, 2013
regia di John Turturro


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