Grand Budapest Hotel

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Un racconto nel racconto, nel racconto.

Ispirato alle opere di Stefan Zweig, Grand Budapest Hotel parte dai giorni nostri per catapultarci negli anni ’30 del secolo scorso, in un immaginario stato dell’Europa centro orientale,  la repubblica di Zubrowka.

Una ragazza legge un racconto, il cui autore ci riferisce in prima persona di un viaggio compiuto nel 1968 al Grand Budapest Hotel, struttura decadente e quasi abbandonata; lì incontra il suo proprietario, Zero Moustafa, il quale a sua volta racconta al giovane autore come ha ereditato l’hotel.

Inizia così la storia del giovane Zero, apprendista fattorino al Grand Budapest Hotel e del suo mentore, monsieur Gustave H, irreprensibile concierge, amante delle ricche quanto attempate  frequentatrici dell’hotel, ma soprattutto amante della bellezza in tempi di decadenza morale.

Decadenza morale che l’avvicinarsi della guerra porta con sé. Decadenza che si annuncia nel momento in cui i due protagonisti cercano di attraversare il confine in treno e che si compie qualche anno più tardi; per questa scena il regista sacrifica l’uso della sua palette colori, in favore di un eloquente bianco e nero.

Guerra, avidità, stratificazione sociale; temi che però non intrappolano né condizionano lo stile narrativo tipico di Anderson, che crea come sempre il “suo” mondo, caldo abbraccio di un’immaginazione pura e quasi innocente.

Tra evasioni improbabili, parenti avidi e improponibili, rimandi a società segrete, inseguimenti e sparatorie, si ride di gusto, ci si emoziona e ci si commuove quando, nonostante tutto, siamo consapevoli che la bellezza cui monsieur Gustave ha dedicato la vita sopravvive grazie al racconto dell’anziano Zero.

Con The Grand Budapest Hotel Wes Anderson ci porta in un momento storico che è stato cruciale per l’umanità, senza perdere mai la grazia della sua leggerezza. Oltre a confermare il suo personalissimo registro stilistico e l’interesse per le tematiche cui tutti i suoi lavori rimandano, riesce come sempre in un racconto reale e fiabesco al tempo stesso.


Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel ) – Stati Uniti, 2014
regia di Wes Anderson


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