Dallas Buyers Club

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Ron Woodroof è un elettricista, amante dei rodei, consumatore abituale di droghe, alcol e di rapporti sessuali, rigorosamente etero, non protetti; è omofobo in un ambiente che condivide questa fobia.

Dallas Buyers Club è ispirato alla storia vera di Ron Woodroof e ci porta nel suo mondo e negli ultimi sette anni della sua vita, dal momento in cui un medico gli comunica che ha contratto il virus dell’HIV.

Ron è lo specchio della società in cui vive, ma la convinzione radicata che l’HIV sia un virus “riservato” agli omosessuali trova presto per lui una smentita.  Dopo un primo tentativo di curarsi con un farmaco sperimentale che si procura illegalmente e che si rivelerà tossico, Ron trova in Messico un medico che inizia a curarlo con un mix di farmaci non approvati dalla FDA (food and drug administration) negli Stati Uniti. Gli effetti positivi sul suo corpo lo convincono a organizzarsi per riuscire a importare i farmaci in Texas; per fare questo fonda il Dallas Buyers Club associandosi con Rayon, transgender tossicodipendente e sieropositivo conosciuto in ospedale. Inizia così per loro una battaglia, anche legale, contro la FDA.

Il film si svolge in maniera lineare e non retorica puntando sull’intensità delle interpretazioni dei due protagonisti, due outsider per motivi diversi, che si incontrano e si sostengono nel terreno comune della malattia. Ron è il cowboy che, preso coscienza del suo stato, emarginato dai suoi amici e dal suo mondo che lo considera malato perché omosessuale, inizia a combattere per se stesso e per gli altri contro la malattia e contro la FDA, guidato dalla rabbia, dalla voglia di stare ancora in sella alla vita e dalla consapevolezza che nel “sistema” qualcosa è marcio. Rayon è la parte fragile, che riesce però con il tempo a smussare gli angoli del socio, facendolo venire a patti con la sua paura del diverso.

Il film offre alcuni momenti di straordinaria, commovente e cruda umanità e, pur ispirandosi a una storia di quasi trent’ anni fa, è più che mai attuale nell’individuare nelle case farmaceutiche, in strutture sanitarie e medici compiacenti, meccanismi che sembrano guidati esclusivamente da ragioni di tipo economico piuttosto che di salute pubblica.


Dallas Buyers Club – Stati Uniti, 2013
regia di Jean-Marc Vallée


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