12 anni schiavo

3.12anni_300x168

Il terzo lungometraggio dell’inglese Steve McQueen è tratto da “12 anni schiavo”, autobiografia di Solomon Northup, uomo libero della contea di Saratoga nello stato di New York. Northup, musicista ingaggiato per una tournée in qualità di violinista, viene in realtà circuito e ingannato da alcuni trafficanti, privato dei suoi documenti e venduto in Louisiana come schiavo. La proprietà di Solomon passa di padrone in padrone, dal buono e quasi caritatevole Ford al perfido Epps, fino a quando, grazie all’aiuto di un abolizionista canadese, Solomon riesce a mettersi in contatto con gli amici e la famiglia, riavere i suoi documenti e tornare finalmente a casa dopo 12 anni.

Steve McQueen ci racconta ancora una volta il mondo, esteriore e interiore, di un essere umano prigioniero:  dopo Bobby Sands, prigioniero in lotta per i suoi diritti in Hunger (2008) e Brandon Sullivan, prigioniero di droghe e sesso in Shame (2011), Salomon Northup è prigioniero della schiavitù e le sofferenze che deve sopportare offrono la “scusa” per far confrontare lo spettatore con il mondo in cui gli schiavi cercavano di sopravvivere, o almeno con la sua rappresentazione.

La sensibilità propria del regista inglese è evidente nella suo stile di racconto e nella sua capacità di rappresentare in un’unica scena la distruzione del sentimento umano in favore della sopravvivenza. Solomon viene appeso per il collo al ramo di un albero, con la punta dei piedi riesce a malapena a tenersi per evitare di soffocare e intorno a lui nulla cambia,  nessuno si ferma, nessuno sembra accorgersi di lui;  tutto scorre nella quotidianità indifferente degli adulti che lavorano, dei bambini che giocano, arriva la sera e lui è lì. L’indifferenza per la sopravvivenza.

Il film tocca il nervo scoperto della “questione schiavitù” in maniera cruda e senza indulgenza; fa emergere chiaramente l’ossessione bianca per il diritto di proprietà, esteso alla carne, uso e consumo secondo necessità o capriccio, come un qualsiasi scambio di mercato.

Al di là del rischio di osannare un film perché si fa carico di un pezzo di storia moderna così delicato e bruciante, 12 anni schiavo è però un film importante, per lo stile narrativo e le interpretazioni; e anche se mai potremo capire veramente le sofferenze e le ingiustizie sopportate dalle migliaia di esseri umani che hanno subito la schiavitù, di certo il segno nella coscienza non può che diventare più profondo.


12 anni schiavo (12 Years a Slave) – Stati Uniti, 2013
regia di Steve McQueen


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...